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Dubai vs InfluencerQuello che ho visto tra yacht party, locali e "imprenditori" che esistono solo nelle storie

A Dubai ho visto cose che su Instagram non esistono. E non parlo di "esperienze fighe": parlo di scene talmente surreali che ti fanno venire voglia di spegnere tutto e tornare a guardare il muro.

Yacht party con gente che non sa manco il nome della barca su cui sta.

Finti imprenditori che parlano di "business plan" mentre pagano a rate il noleggio della Lamborghini per la foto del giovedì.

Influencer che in pubblico ostentano ricchezza e in privato chiedono "ma tu quanto paghi di affitto?" con un'ansia che tradisce tutto.

"Ma dai, glielo dico dopo un altro shot"

Una sera ero a uno di quegli eventi che sembrano usciti da un reel motivazionale: musica alta, luci blu, champagne che girava più delle conversazioni. A un certo punto mi ritrovo seduto accanto a un tipo che si presenta così:

"Io faccio consulenza strategica per aziende in Medio Oriente. Ne ho chiuse tre in sei mesi."

Parole grosse, tono da TED Talk. Ero pure un po' impressionato, almeno per i primi due minuti.

Poi l'ho visto parlare al telefono in arabo (malissimo), ordinare un'altra bottiglia facendola mettere sul conto di "quello col tavolo VIP", e infine confessare, dopo un paio di shot, che:

  • non aveva chiuso niente
  • era a Dubai da due mesi e mezzo
  • stava bruciando i soldi dei genitori cercando "il deal giusto"

Non era cattivo, eh. Ma era talmente preso dalla narrativa da esserci finito dentro davvero. E quella sera ho capito una cosa importante: a Dubai è facilissimo credere alla propria fiction, perché tutti intorno fanno uguale.

Yacht party: la scena vera (e imbarazzante)

Un'altra volta ho partecipato a uno yacht party. Lo ammetto: ero curioso.

Tutto molto instagrammabile: barca bella, gente vestita bene, tramonto, musica, DJ. La scena perfetta.

Solo che a un certo punto mi sono guardato intorno e ho notato che:

  • il 90% delle persone stava facendo foto, non parlando
  • alcuni avevano portato cambi d'abito per "massimizzare i contenuti"
  • altri non sapevano manco chi avesse organizzato la cosa

E in un angolo c'era un tizio che si faceva fare tre video diversi con tre bicchieri diversi, tipo:

"Questo per la storia, questo per il reel, questo per TikTok."

Non lo giudico, ma lì ho realizzato che tante di queste esperienze non sono vissute: sono prodotte. Sei a una festa, ma in realtà sei sul set.

2 milioni bruciati in 15 minuti: la storia che mi ha messo i brividi

Questa me l'ha raccontata un mio conoscente che lavora nel mondo degli eventi.

Un tipo arrivato a Dubai da pochi mesi, convinto di essere "il nuovo re del marketing digitale", decide di lanciare un suo brand di abbigliamento. Ma non vuole partire dal basso: vuole partire "già in alto".

Quindi:

  • affitta una location pazzesca
  • invita influencer pagandoli fior di soldi
  • organizza un lancio con DJ, catering, open bar
  • fa tutto live su Instagram

Risultato?

2 milioni spesi tra evento, prodotto e influencer.

Zero vendite. Letteralmente zero.

Perché?

  • Nessuno aveva capito cosa vendesse.
  • Il prodotto non era stato testato.
  • Il target non esisteva.
  • Tutto era stato costruito per sembrare un successo, non per esserlo.

Due settimane dopo ha chiuso tutto. E la cosa più assurda? Nelle storie continuava a postare foto del "lancio incredibile" come se niente fosse.

Il pattern che ho riconosciuto (e che mi fa girare le scatole)

Dopo un anno a Dubai, certi schemi li riconosci a occhio:

  • chi parla tantissimo di soldi di solito ne ha pochi
  • chi ostenta troppo spesso lo fa per compensare qualcosa
  • chi ti propone "opportunità esclusive" dopo 10 minuti di chiacchierata probabilmente ha bisogno di te, non il contrario

E soprattutto: Dubai è piena di gente che vive la propria vita come se fosse un pitch deck.

Ogni conversazione è un'opportunità di "posizionarsi". Ogni cena è networking. Ogni amicizia è "strategica".

E non dico che sia tutto sbagliato. Ma dopo un po' ti viene nostalgia di una conversazione dove nessuno sta cercando di venderti nulla.

Ma allora Dubai fa schifo?

No. E questo è il punto.

Dubai non è il problema. Il problema è chi ci arriva con l'idea che basti "esserci" per diventare qualcuno.

Io qui ho conosciuto anche persone serie:

  • imprenditori veri che lavorano 14 ore al giorno senza fare un reel
  • developer che costruiscono prodotti globali da un coworking nel deserto
  • gente che ha fatto i soldi in modo pulito e non sente il bisogno di mostrarlo a nessuno

La differenza tra chi arriva qui e costruisce qualcosa, e chi arriva qui e brucia tutto, spesso si vede già dalle prime settimane.

E io? Dove mi metto in tutto questo?

Io cerco di stare fuori da quel circo il più possibile.

Non perché sia "sopra le parti", ma perché mi distrae. E io qui non sono venuto per fare contenuti: sono venuto per lavorare, crescere e costruire qualcosa che duri.

Questo non vuol dire isolarsi. Ma vuol dire scegliere.

E per me, le persone giuste sono rimaste poche, ma solide. Come i miei soci (i famosi veneti, uno italo-russo): con loro ho trovato un equilibrio tra ambizione e concretezza. Non parliamo di "vision" astratte: parliamo di cosa fare, quando farlo, e come misurarlo.

Quella roba lì è rara, a Dubai. E quando la trovi, te la tieni stretta.

Come riconoscere chi è vero e chi no (spoiler: non è facile)

Qualche red flag che ormai noto subito:

  • parla solo di risultati, mai di processi
  • ha sempre "deal in chiusura" ma nessuno che puoi verificare
  • cambia versione della sua storia a seconda del pubblico
  • ti propone collaborazioni dopo 5 minuti
  • ha più follower che clienti

E invece, chi di solito vale la pena?

  • parla poco e lavora tanto
  • non ha bisogno di impressionarti
  • è specifico su quello che fa (e su quello che non fa)
  • ha una storia coerente nel tempo
  • ti chiede cose concrete, non "sinergie"

In fondo è come nel codice: diffida da chi ti mostra solo il frontend senza mai farti vedere il backend.

Una frase non patinata, ma onesta

Dubai è piena di specchi. E chi non sta attento finisce a credere ai riflessi invece che alla realtà.

Se sembra troppo facile, è perché qualcuno sta cercando di renderti facile da convincere.

DT

Davide Tagliafico

Full Stack Developer • Dubai