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Settembre 2023: arrivare a Dubai a 23 anni(senza romanticizzare)

Quando mi chiedono "ma com'è vivere a Dubai?", la maggior parte delle persone vuole una risposta semplice. O è paradiso o è finto. O è lusso o è schiavitù. O sei ricco o stai scappando.

La realtà, almeno la mia, è molto meno cinematografica e molto più concreta.

Io sono Davide, ho 23 anni e a settembre del 2023 mi sono trasferito a Dubai per lavorare a soli 21 anni. Non è stato un "colpo di testa" da film motivazionale. È stato un passo che mi portavo in testa da un po', ma che da solo, sinceramente, non avrei mai chiuso così.

Perché la verità è che io a Dubai non ci sono arrivato "da eroe solitario". Mi sono trasferito grazie a un team che oggi sono i miei soci: due ragazzi veneti, uno italo-russo. E no, non facciamo la stessa cosa del mio lavoro da Full Stack Developer: con loro facciamo Forex Trading. E se oggi sono qui a raccontarlo con un minimo di lucidità, è perché senza di loro non avrei raggiunto mai diversi obiettivi di vita. Non lo dico per fare poesia: lo dico perché è proprio così.

Il primo impatto: Dubai ti mette davanti allo specchio

Dubai ha un modo tutto suo di farti capire come stai messo davvero.

Non ti giudica, non ti fa prediche. Ti mette in un contesto dove:

  • tutto corre,
  • tutto è "possibile" (almeno sulla carta),
  • e se non sei organizzato, ti perdi.

Il primo mese è stato un mix strano: entusiasmo e stanchezza, adrenalina e ansia. La città è enorme, ordinata, "semplice" in tante cose… e allo stesso tempo ti fa sentire piccolissimo. Perché qui c'è gente che lavora, guadagna, investe, cambia vita come se fosse normale. E tu ti ritrovi a pensare: ok, o alzo il livello o mi faccio trascinare.

E io quella spinta l'ho sentita forte anche perché avevo i miei soci come riferimento. Due veneti (uno italo-russo), con un approccio molto pratico: meno chiacchiere, più struttura. E in un posto come Dubai, la struttura non è un optional: è sopravvivenza.

"Bello" non significa "facile"

Dubai è bella, sì. Ma non è una cartolina.

Ci sono giorni in cui ti godi tutto: skyline, energia, opportunità, sicurezza, qualità dei servizi. E poi ci sono giorni in cui ti manca casa in modo quasi stupido: un pranzo fatto "come si deve", una chiacchierata senza appuntamento, la sensazione che qualcuno ti conosca da prima.

Qui puoi avere tante persone attorno e sentirti comunque solo. Non perché Dubai sia fredda, ma perché è piena di gente che è di passaggio, o che vive a ritmi che non perdonano. Se non costruisci una routine e due punti fermi, ti ritrovi a vivere in modalità "oggi vediamo".

E io, quella stabilità, l'ho costruita anche grazie al mio team.

Lo ripeto perché è un pezzo fondamentale della mia storia: sono diventati soci, e senza di loro non avrei mai sbloccato certe cose — mentalità, obiettivi, anche proprio scelte pratiche fatte nel momento giusto.

Il lavoro remoto: libertà vera, ma solo se impari a gestirti

Una cosa che molti non capiscono del lavoro da remoto è che non è "più facile". È più libero. E la libertà, se non sei pronto, ti si gira contro.

A Dubai questo si amplifica perché il contesto ti tenta in due direzioni opposte:

  • o lavori sempre (perché "dai, qui devo spingere")
  • o ti distrai sempre (perché "dai, sono a Dubai")

All'inizio io oscillavo. Giorni super produttivi e giorni buttati, senza una via di mezzo. E lì ho capito una cosa semplice: se non mi do io dei confini, non lo farà nessuno. È anche qui che l'esperienza con i miei soci nel Forex Trading mi ha influenzato più di quanto pensassi. Nel trading, se sei emotivo o confuso, fai danni. Punto. Quella disciplina — non intesa come "vita militare", ma come chiarezza — mi ha aiutato a costruire un ritmo anche nel lavoro.

La parte più vera: Dubai ti fa crescere perché ti obbliga a scegliere

A un certo punto, vivendo qui, ti succede una cosa: smetti di raccontartela.

Non puoi restare "mezzo dentro e mezzo fuori". O decidi chi vuoi essere in quel contesto, o ti ritrovi a subire.

Io non so se Dubai sarà per sempre. Ma so che Dubai, per come l'ho vissuta io, è stata un acceleratore: mi ha costretto a migliorare su cose che prima rimandavo. Soldi, tempo, energia, persone. Qui capisci velocemente che non puoi dare tutto a tutti, non puoi fare tutto insieme, e non puoi vivere senza una direzione.

E per me quella direzione è stata anche condivisa: con i miei due soci (veneti, uno italo-russo) abbiamo costruito un rapporto che va oltre "facciamo Forex Trading insieme". È proprio un team che mi ha spinto a fare il salto, e che ancora oggi mi ancora quando rischio di fare casino con la testa.

Una frase poco elegante, ma sincera

Dubai è fantastica, sì. Però se arrivi qui pensando che ti "sistemi la vita" da sola… ti mangia vivo.

DT

Davide Tagliafico

Full Stack Developer • Dubai